Tasse e casinò

Nulla è come sembra

L’Agenzia delle Entrate non fa sconti a nessuno. A maggior ragione se si tratta di denaro vinto grazie a un gioco. Può essere una vincita al casino online. Una mano fortunata al Texas Hold’em o il jackpot del bingo. Se qualcuno pensa di potersi mettere in tasca l’intero malloppo senza far presente la cosa al Fisco, si sbaglia di grosso. Certo, può provarci. Ma se lo dovessero scoprire, le cose si possono mettere male. Ogni vincita ai vari casino online va dichiarata.

Vincite online, redditi diversi

Quando si tratta di contanti che entrano, tutto il mondo che ruota attorno a internet viene trattato come le normali prestazioni di lavoro. Ogni vincita di derivazione casino online, lotterie e concorsi a premio, viene tassata per intero poiché rientrante nella categoria “redditi diversi”, e vanno così riportati nel Modello Unico. Non è prevista alcuna deduzione. Elemento da non trascurare: se le vincite non sono erogate da un sostituto d’imposta che applica la ritenuta alla fonte, tocca al giocatore menzionarlo nella dichiarazione dei redditi. Ciascuna mancanza sarà sottoponibile a sanzioni, come previsto dalla Legge.

Dichiarazione si, in Italia come all’estero

Come per il gioco entro i patri confini, anche le vincite ottenute attraverso piattaforme all’estero, vanno dichiarate normalmente, pagando l’intera tassazione senza tirare in ballo le spese sostenute per la loro conseguimento (che sia il pay-in in una poker room, o una connessione internet). Normativa precisa anche in caso di utilizzo di conti esteri per giocare ai casino online, con l’obbligo di compilazione del modulo RW, utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per far dichiarare gli investimenti all’estero e/o i trasferimenti da, per e sull’estero. Il sistema fiscale italiano infatti, come per tutte le nazioni membri dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) pone le sue basi sul “World Wide Taxation”, che in parole povere significa che ovunque siano realizzati i redditi, sono sempre imponibili in Italia. Sgarrare non conviene proprio. Non solo perché di recente le sanzioni per chi non presenta il modulo possono arrivare anche al 50 per cento della vincita (o in mancanza del pagamento cash, la confisca di beni per un valore corrispondente), ma anche perché attualmente, le vincite considerate tassabili col modello RW arrivano indietro fino al 2004, a meno che sia stato effettuato il rimpatrio o la regolarizzazione attraverso lo scudo fiscale.

Beviamoci su un bicchiere di vino va!

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